Per molte persone l’INCI è solo una lista incomprensibile di nomi strani. E spesso la reazione è sempre la stessa: si guarda il fronte della confezione, si legge “naturale”, “idratante”, “lenitivo” e ci si fida.
In realtà l’INCI è lo strumento più onesto che abbiamo per capire cosa stiamo mettendo sulla pelle. Non serve essere chimici o formulatori per leggerlo, ma serve sapere cosa guardare e cosa invece ignorare.
Cos’è davvero l’INCI
INCI è l’acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. È un elenco obbligatorio per legge che riporta tutti gli ingredienti di un cosmetico con un linguaggio standard, uguale per tutti.
Non nasce per convincere ad acquistare, ma per informare. Proprio per questo può sembrare freddo e poco comprensibile, ma è anche la parte più trasparente di un prodotto.
L’ordine degli ingredienti: la prima cosa da capire
Gli ingredienti sono indicati in ordine di quantità, dal più presente al meno presente. Questa regola vale in modo rigoroso per gli ingredienti presenti in quantità superiore all’1%. Al di sotto dell’1%, l’ordine non è più obbligatoriamente decrescente.
Questo significa che i primi nomi dell’INCI rappresentano la vera struttura del prodotto, mentre gli ingredienti elencati verso la fine sono presenti in quantità minori e non sempre in un ordine preciso.
Un ingrediente citato in grande sull’etichetta, ma presente in fondo all’INCI, non è necessariamente inutile, ma non può essere l’elemento principale dell’effetto del prodotto.
Ingredienti “attivi” e ingredienti di supporto
Non tutti gli ingredienti hanno lo stesso ruolo. Alcuni svolgono un’azione diretta sulla pelle, altri servono a rendere il prodotto stabile, sicuro e utilizzabile nel tempo.
Un buon cosmetico non è quello con più attivi possibili, ma quello in cui ogni ingrediente ha una funzione precisa e coerente con l’obiettivo del prodotto.
Nomi difficili non significano pericolo
Molti ingredienti naturali hanno nomi lunghi o in latino semplicemente perché devono essere identificati in modo preciso. Questo vale soprattutto per estratti vegetali e sostanze di origine naturale.
Un nome complicato non è un segnale di allarme. Allo stesso modo, un nome semplice non è garanzia di qualità.
Naturale e sintetico: una falsa contrapposizione
Uno degli errori più comuni è pensare che “naturale” significhi sempre migliore e “sintetico” significhi sempre negativo.
Nella pratica, ciò che conta davvero è la funzione dell’ingrediente, la sua concentrazione e come interagisce con il resto della formula. Una buona formulazione nasce dall’equilibrio, non dalle etichette.
Perché in un cosmetico servono anche ingredienti non naturali
Un cosmetico non è solo un insieme di ingredienti “buoni”. È un sistema complesso che deve restare stabile, sicuro e invariato nel tempo, dalla produzione fino all’ultimo utilizzo.
Alcuni ingredienti non di origine naturale sono necessari per garantire che il prodotto non cambi odore, colore o consistenza, e soprattutto che non diventi un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri o muffe.
Senza questi elementi, una crema o un siero potrebbero contaminarsi dopo poche settimane, anche se composti da ingredienti di ottima qualità.
Questo non significa “riempire” un prodotto di sostanze inutili, ma inserire solo ciò che serve davvero, nelle quantità minime efficaci e con una funzione precisa.
In laboratorio, uno degli aspetti più delicati della formulazione è proprio trovare il giusto equilibrio tra ingredienti funzionali, ingredienti naturali e componenti tecnici indispensabili.
Il vero problema non è la presenza di ingredienti non naturali, ma il loro utilizzo senza criterio o senza una reale necessità.
Gli errori più comuni quando si legge un INCI
- pensare che un ingrediente in fondo alla lista sia inutile
- cercare un singolo ingrediente “miracoloso”
- giudicare un prodotto solo in base a ciò che è naturale o meno
- credere che più ingredienti significhi maggiore efficacia
L’INCI va letto come un insieme, non come una classifica di buoni e cattivi.
Un approccio più consapevole
Dopo anni di lavoro con formulazioni diverse, una cosa è chiara: non esiste il cosmetico perfetto per tutti.
Imparare a leggere un INCI non serve per diventare esperti, ma per fare scelte più consapevoli, in linea con la propria pelle e le proprie esigenze.
Pasquale Palazzo
Fondatore di San Ruffino Lab e pioniere italiano dell’Aloe Vera. Da oltre 30 anni si dedica allo studio e alla formulazione di prodotti per il benessere naturale.

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