Perché alcune creme non funzionano (anche se sembrano buone)

È una delle frasi che sentiamo più spesso: “Questa crema non mi fa niente”.

Eppure, guardando l’etichetta, tutto sembra corretto: ingredienti naturali, ottime recensioni, una texture piacevole e promesse molto convincenti.

Il punto è che l’efficacia di una crema non dipende da come viene raccontata, ma da come è pensata, formulata e utilizzata.

Quando la pubblicità crea aspettative sbagliate

Gran parte della delusione nasce da una comunicazione sempre più aggressiva.

La pubblicità cosmetica, soprattutto quella dei grandi produttori, è costruita per far desiderare un risultato immediato: pelle trasformata, segni cancellati, effetti visibili in pochi giorni.

Questi messaggi funzionano sul piano emotivo, ma raramente raccontano ciò che un cosmetico può davvero fare.

Il cosmetico come promessa, non come strumento

Molte creme vengono presentate come soluzioni a problemi complessi: invecchiamento, perdita di tono, imperfezioni profonde.

In realtà, un cosmetico è uno strumento di supporto, non una terapia. Può accompagnare la pelle, migliorarne il comfort, aiutare a mantenerne l’equilibrio, ma non cambiarne la struttura.

Quando una crema viene scelta per una promessa irrealistica, il risultato è quasi sempre una delusione.

Ingredienti messi in evidenza per marketing

Un’altra strategia molto diffusa è puntare tutto su uno o due ingredienti “forti”, messi in evidenza sul fronte della confezione.

Questi ingredienti non sono necessariamente inutili, ma spesso sono presenti in quantità molto basse, insufficienti a giustificare le promesse associate.

Il risultato è un prodotto che comunica molto, ma agisce poco.

Texture, profumo ed effetto immediato

La sensazione che una crema lascia subito dopo l’applicazione è uno degli elementi più sfruttati dal marketing.

Texture ricche, profumi avvolgenti, effetti setificati immediati danno l’impressione di un prodotto efficace.

Ma l’effetto sensoriale non coincide sempre con un miglioramento reale della pelle.

Una crema può essere buona, ma non adatta

Un altro aspetto spesso ignorato dalla comunicazione è che non esiste una crema adatta a tutti.

La pelle cambia nel tempo: con le stagioni, con lo stress, con l’età e con l’ambiente.

Una formula può essere corretta, ma non rispondere alle esigenze di quella pelle, in quel momento.

Formule complesse non significano migliori

La pubblicità tende a far credere che più ingredienti significhi maggiore efficacia.

In realtà, una formula troppo complessa può risultare poco leggibile per la pelle, soprattutto se sensibile o reattiva.

Spesso, le formulazioni più efficaci sono quelle essenziali, costruite attorno a pochi ingredienti chiave usati in modo coerente.

Il ruolo della costanza, spesso dimenticato

Un cosmetico non può funzionare se viene usato in modo discontinuo.

La pelle ha bisogno di tempo per adattarsi e rispondere.

Cambiare continuamente prodotto, spinti da nuove promesse, rende impossibile valutare qualsiasi risultato.

Un approccio più onesto alla cosmesi

Una crema inizia a funzionare davvero quando viene scelta per ciò che può fare, non per ciò che promette.

Questo significa: accettare risultati graduali, scegliere formule coerenti, costruire una routine semplice e mantenere aspettative realistiche.

La vera qualità non ha bisogno di promesse urlate, ma di coerenza e continuità.

Pasquale Palazzo
Fondatore di San Ruffino Lab e pioniere italiano dell’Aloe Vera. Da oltre 30 anni si dedica allo studio e alla formulazione di prodotti per il benessere naturale.

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